Passato – Presente – Futuro: l’evoluzione del bottone
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La rubrica Passato – Presente – Futuro torna con il suo quinto episodio, dedicato a un elemento tanto piccolo nelle dimensioni quanto centrale nella costruzione di un capo: il bottone.
Un accessorio che attraversa il tempo e che, ancora oggi, racconta molto più di quanto sembri. Perché innovare non significa sempre introdurre nuovi strumenti o nuove tecnologie. A volte significa rinnovare lo sguardo su una competenza storica, reinterpretare una lavorazione consolidata, trasformare un gesto conosciuto in una possibilità contemporanea.
In questo caso, l’evoluzione non passa dalla macchina ma da chi la utilizza, dalla capacità di leggere le esigenze della moda di oggi e di dare nuova forma a un processo che appartiene da tempo alla nostra storia.
Negli episodi precedenti: sistemi di taglio | magazzini verticali | borchiatrici automatiche e semiautomatiche | Rodella.
Il bottone: funzione, stile, identità
Nel corso della storia, il bottone ha assunto ruoli diversi: elemento decorativo, componente funzionale, dettaglio di stile. La sua presenza può sembrare minima, ma spesso è proprio nei piccoli elementi che si costruisce l’identità di un capo.
Forma, materiale, colore e finitura contribuiscono all’equilibrio complessivo del progetto. Un bottone può mimetizzarsi, accompagnare una linea, creare continuità con il tessuto o diventare un punto di attenzione. Non è soltanto ciò che chiude un abito: è ciò che lo completa, lo valorizza, lo rende riconoscibile.
Per questo, anche una lavorazione apparentemente semplice richiede attenzione, sensibilità e capacità di interpretazione.



Il bottone ricoperto: una tradizione che continua a trasformarsi
La lavorazione dei bottoni ricoperti è una competenza che in Goretti si tramanda da decenni. Un sapere nato da un’intuizione antica, sviluppata già nell’Ottocento: rivestire un’anima composta da gambo e calotta con tessuti o pellami, non per nascondere il bottone, ma per farlo entrare pienamente nel linguaggio del capo.
Il processo conserva ancora oggi la sua struttura essenziale: una pressa manuale permette di rivestire il bottone con precisione e uniformità. La forza di questa lavorazione sta proprio nella continuità del gesto, nella possibilità di mantenere stabile la base tecnica e, allo stesso tempo, spostarne continuamente il risultato.
L’innovazione nasce qui: nella ricerca stilistica, nella sperimentazione sui materiali, nella capacità di trasformare una lavorazione storica in un dettaglio attuale.
Oggi il bottone ricoperto supera la sua forma più tradizionale. Tessuti e pellami diventano superfici da interpretare, arricchire e personalizzare. Ricami, applicazioni di strass, borchie e lavorazioni speciali possono trasformare ogni bottone in un piccolo elemento prezioso, pensato per dialogare con il capo e contribuire alla sua identità.
Il risultato non è mai un accessorio generico, ma un dettaglio progettato: unico, originale, riconoscibile.

La Valle dei Bottoni: una tradizione che si amplia


Questa attenzione al dettaglio si inserisce in una cultura più ampia, legata alla storia del territorio e alle realtà che fanno parte del network Goretti.
Tra queste c’è Mabel, fondata nel 1955 a Chiuduno, nel cuore della cosiddetta “Valle dei Bottoni”, storico distretto produttivo tra Bergamo e Brescia.
Già nel secondo dopoguerra, quest’area era un punto di riferimento per la produzione italiana di bottoni. A partire dagli anni Sessanta, Mabel ha ampliato il proprio percorso introducendo il nylon e affiancando alle creazioni artigianali di alta qualità anche articoli più standardizzati destinati all’industria dell’abbigliamento.
A partire da questo know-how profondo, Mabel realizza ancora oggi accessori con nuovi effetti e finiture, mantenendo alta l’attenzione alla qualità e alla personalizzazione.
È proprio dall’incontro tra questa tradizione e la competenza Goretti sui bottoni ricoperti che nasce una gamma ampia e trasversale di soluzioni: dalle proposte più creative e sperimentali alle esigenze produttive più strutturate.
Un piccolo elemento, molte possibilità

Il bottone è un dettaglio minuto, ma porta con sé una grande capacità di trasformazione. Può essere funzionale o decorativo, discreto o protagonista, tradizionale o sorprendente.
Per Goretti, raccontarne l’evoluzione significa parlare di una competenza che continua a rinnovarsi senza perdere la propria origine. Una lavorazione che resta fedele al gesto, ma si apre ogni volta a nuove interpretazioni.
Perché anche un elemento così piccolo può contribuire a definire il carattere di una collezione.