Il 3D come linguaggio. Progettazione e prototipazione nel network Goretti

Nel settore moda, la rapidità di esecuzione è ormai una condizione necessaria, ma non sufficiente. Ciò che incide realmente sulla qualità del risultato è la capacità di prendere decisioni con lucidità nelle fasi iniziali del progetto, quando modificare, correggere e perfezionare è ancora possibile senza compromettere tempi, costi e sviluppo produttivo.
Che si tratti di accessori per calzatura e pelletteria, borchie in ABS, gioielli o componenti decorativi, ogni prodotto nasce da un percorso di definizione progressiva. Un percorso in cui l’idea deve diventare comprensibile, condivisibile e verificabile prima di trasformarsi in un articolo destinato alla produzione.
È in questo contesto che la stampa 3D assume un ruolo strategico all’interno del network Goretti. Non viene utilizzata come semplice supporto tecnologico, ma come strumento progettuale capace di rendere immediatamente leggibili forme, proporzioni e dettagli. Consente di passare rapidamente dall’intuizione alla verifica concreta, offrendo una base più solida per il confronto tra cliente, ufficio stile e reparto tecnico.
Quando un progetto può essere osservato nella sua tridimensionalità già nelle prime fasi, il processo decisionale cambia profondamente. Le valutazioni diventano più precise, le interpretazioni si riducono e le eventuali modifiche vengono affrontate prima che il progetto entri nelle fasi più complesse e costose della produzione.
Progettare prima di produrre

Ogni accessorio nasce da un’idea, ma tra l’idea e il prodotto finale esiste un percorso fatto di verifiche e scelte tecniche. Per questo la prototipazione rappresenta una fase centrale dello sviluppo.
All’interno di Goretti, Deadema e Mabel, il lavoro parte dalla progettazione digitale attraverso software come Rhinoceros, che consentono di definire geometrie, proporzioni e dettagli con precisione. Il passaggio decisivo arriva però con la stampa 3D: il progetto diventa un oggetto reale, osservabile e valutabile nelle sue caratteristiche estetiche e dimensionali.
I reparti di modelleria sviluppano ogni proposta a partire dalle esigenze del cliente, verificandone fattibilità, applicazioni e soluzioni produttive. L’obiettivo non è semplicemente realizzare un campione, ma creare uno strumento di valutazione condiviso che permetta di approvare il progetto e intervenire con eventuali modifiche prima dell’avvio della produzione.
Per accessori destinati a calzature, pelletteria e abbigliamento, questo significa poter controllare volumi, dettagli e proporzioni fin dalle prime fasi, riducendo revisioni e criticità successive.
Dal prototipo al campione: tre competenze, un unico processo
Pur operando in ambiti differenti, Goretti, Deadema e Mabel condividono lo stesso approccio: utilizzare la prototipazione come strumento di sviluppo, verifica e dialogo con il cliente. Cambiano i materiali, cambiano le applicazioni, ma resta invariata la volontà di arrivare alla produzione attraverso un percorso più consapevole e controllato.
GORETTI

Per Goretti, la stampa 3D rappresenta un supporto fondamentale nello sviluppo di accessori e componenti destinati al mondo della calzatura e della pelletteria. Attraverso la realizzazione di prototipi in resina è possibile verificare rapidamente nuove idee progettuali e presentarle in modo più efficace durante le fasi di approvazione.
Il cliente non si trova più davanti a una semplice rappresentazione grafica, ma può valutare concretamente forme, dimensioni e presenza dell’accessorio sul prodotto finale.
DEADEMA

Nel caso di Deadema, la stampa 3D viene impiegata per la realizzazione di modelli in cera destinati alla successiva fusione e alla creazione dei prototipi metallici.
A questa tecnologia si affianca una competenza artigianale costruita nel tempo. La conoscenza delle lavorazioni manuali della cera permette infatti di sviluppare dettagli e soluzioni formali che non dipendono esclusivamente dagli strumenti digitali. Il risultato è un processo che combina precisione tecnica e sensibilità estetica, consentendo di ottenere prototipi estremamente vicini al prodotto finale.
MABEL

Per Mabel, specializzata nella produzione di borchie in ABS personalizzate, la prototipazione 3D rappresenta un passaggio essenziale sia nello sviluppo di nuovi articoli sia nella gestione di piccole produzioni.
Prima della realizzazione dello stampo, ogni elemento può essere verificato nelle sue caratteristiche dimensionali e formali. Questo consente di controllare con precisione proporzioni, ingombri e dettagli costruttivi, riducendo il rischio di interventi successivi e rendendo più efficiente l’intero percorso produttivo.
Dallo stampo alla produzione



Quando il progetto è stato verificato, corretto e approvato in ogni suo aspetto, si può procedere alla realizzazione dello stampo. È ciò che segna il passaggio dalla fase di sviluppo a quella produttiva e che rende possibile la riproduzione seriale dell’accessorio.
Arrivare a questo momento con un prototipo già validato significa affrontare la produzione con maggiore sicurezza. Le scelte principali sono già state condivise, le criticità sono state individuate in anticipo e il rischio di modifiche successive si riduce sensibilmente.
Il reparto di campionatura del network lavora quotidianamente per accompagnare clienti e brand lungo questo percorso. Dalla prima idea alla definizione del prototipo, fino alla preparazione della produzione, ogni progetto viene seguito con l’obiettivo di trasformare un’intuizione iniziale in una soluzione concreta, realizzabile e coerente con le aspettative.