Blog

From the Future to the Past

Ci sono voci che il tempo rende più sottili, ma non per questo meno capaci di raccontare. Siamo andati a cercarle alla Fondazione Opera Pia di Senigallia, incontrando persone che portano con sé una vita di ricordi, esperienze e parole da consegnare a chi viene dopo.

Da questo incontro nasce From the Future to the Past, il nuovo campionario Autunno/Inverno 2027/28, presentato a Lineapelle nell’ultimo appuntamento fieristico del 2026, all’interno dello spazio condiviso con le aziende del gruppo MinervaHub.

Il nuovo tema completa un percorso iniziato sei mesi prima. Con la collezione PE27 avevamo affidato ai figli e alle figlie dei nostri collaboratori una domanda sul futuro, lasciando che fossero i loro desideri, i sogni e le intuizioni a guidare il progetto. A Lineapelle avevamo poi coinvolto anche clienti e visitatori, invitandoli a scrivere un messaggio al proprio “sé futuro” e a custodirlo in una piccola ampolla di vetro.

Quelle parole sono rimaste con noi per sei mesi. Prima di questa nuova edizione della fiera, le abbiamo restituite ai loro autori insieme al nostro invito: ritrovare oggi ciò che avevano scelto di affidare al domani.

Con From the Future to the Past lo sguardo cambia direzione. Questa volta ci siamo rivolti a chi ha già attraversato molte stagioni della vita, chiedendo di tornare con la memoria al bambino o alla bambina che è stato e di consegnargli qualcosa: un desiderio, un avvertimento, un sapere maturato nel tempo.

Infanzia e anzianità diventano così le due estremità dello stesso racconto: punti diversi da cui osservare il tempo e provare a comprenderlo.

Ascoltare prima di disegnare

Per costruire questo percorso abbiamo scelto di lavorare con Allegra Corbo, artista che attraversa pittura, collage, performance e installazione e che già nel 2019 aveva sviluppato un progetto sperimentale insieme agli anziani di una casa di riposo.

Con lei abbiamo imparato a non cercare subito un risultato. Prima di arrivare al foglio servivano tempo, relazione, fiducia. Il disegno è arrivato dopo, come conseguenza di giornate trascorse ad ascoltare e lasciare emergere ricordi che avevano bisogno del proprio ritmo per trovare spazio.

All’inizio, molti ospiti della Fondazione erano convinti di non saper più disegnare o di non avere nulla da raccontare attraverso un foglio bianco. È bastato però iniziare perché quella resistenza cambiasse forma. Sono comparsi colori, immagini, ricordi e dettagli inattesi; pastelli, tempere e collage hanno dato vita a composizioni spontanee, ironiche, talvolta contrastanti, sempre personali.

Da questo materiale sono emerse le tre direzioni che guidano la collezione:

Visione – Il desiderio rimasto in sospeso, quello che il tempo non ha cancellato e che può ancora essere affidato a qualcuno.

Monito – Ciò che l’esperienza insegna e che oggi potremmo tornare indietro a suggerire al bambino o alla bambina che siamo stati.

Eredità – Il sapere che non passa necessariamente dai libri, ma dai gesti, dalle relazioni e dalla vicinanza con chi lo custodisce da una vita.

Tre modi diversi di guardare indietro per lasciare qualcosa a chi eravamo – e, inevitabilmente, anche a chi siamo oggi.

Dal laboratorio alla materia di collezione: un dialogo tra generazioni

Ai laboratori hanno partecipato, a turno e su base volontaria, colleghe e colleghi del Commerciale, della Modelleria e dell’Ufficio Stile. Vivere quelle giornate insieme agli ospiti della Fondazione ha lasciato un segno che è andato oltre il lavoro, entrando anche nel modo di guardare le persone e il tempo che passa.

I disegni realizzati durante gli incontri sono diventati fonti d’ispirazione: segni, forme, colori e parole raccolti e rielaborati dall’ufficio stile Estrolab, presente ai laboratori, per trasformarli in lavorazioni, pannelli, dettagli creativi e materiali del nuovo campionario. 

Il dialogo tra generazioni che ha dato origine a From the Future to the Past appartiene anche alla quotidianità della nostra azienda. Nei nostri reparti convivono persone all’inizio del proprio percorso, professionisti che continuano a sperimentare e figure con un sapere maturato nel tempo, capace di diventare riferimento per chi arriva dopo. Il progetto con la Fondazione Opera Pia ci ha permesso di osservare questo scambio da un’altra prospettiva, fatta di attenzione, presenza e ascolto.

Quello che abbiamo raccolto alla Fondazione è entrato nel campionario, ma non è rimasto soltanto lì: attraverso chi ha partecipato ai laboratori, ha continuato ad accompagnarci anche fuori dall’azienda.

Tre messaggi da custodire

Visione, Monito, Eredità sono diventati anche una serie di cartoline che raccolgono alcune delle parole e delle immagini nate durante il progetto.

Non vogliono spiegare la collezione, ma conservarne una parte: pensieri arrivati da chi può guardare il passato con la distanza di una vita e restituirlo sotto forma di desiderio, consiglio o memoria.

Ringraziamenti

Un grazie alla Fondazione Opera Pia di Senigallia, che ci ha aperto le porte e ha reso possibile questo incontro; ad Allegra Corbo, visual artist e performer della scena underground italiana ed europea, che ha guidato i laboratori; all’ufficio stile Estrolab, che ha trasformato gli elaborati degli ospiti in materia di collezione; e a Chiara Pierucci di KEI KEI STUDIO, che ha ideato e accompagnato l’intero percorso, dai laboratori alla costruzione del progetto creativo.

Se questo racconto ti ha incuriosito e vuoi approfondire la collezione Autunno/Inverno 2027/28, scrivi al nostro team commerciale per fissare un appuntamento.

Potrebbero interessarti